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ROCCHETTA MATTEI E BOLOGNA

Creatività per il tempo libero

ROCCHETTA MATTEI E BOLOGNA

ROCCHETTA MATTEI E BOLOGNA

La Rocchetta Mattei: il sogno di un uomo che aveva deciso di curare il mondo.

 

A pochi chilometri da Porretta, e precisamente nei pressi di Grizzana Morandi, si trova un edificio la cui architettura non può che lasciare a bocca aperta chi vi si imbatte. Proprio tra le verdi montagne dell' Appennino Bolognese sorge infatti un castello che coniuga lo stile medievale a quello arabo-moresco, decisamente originale e atipico per la zona: si tratta della Rocchetta Mattei, eretta nella seconda metà dell’Ottocento per desiderio del conte Cesare Mattei, letterato e omeopata fondatore di una scienza medica chiamata elettromeopatia, una sorta di mescolanza di omeopatia, fitoterapia, alchimia e magnetismo.

Mattei mise a punto una scienza basata sull’abbinamento di granuli simil-omeopatici (i cui principi erano estratti da piante officinali e lavorati con una metodologia segreta) con 5 liquidi elettrici, utili a ristabilire il corretto equilibrio delle cariche elettriche del corpo per riportarlo alla “neutralità”.
La pratica medica esercitata da Mattei si diffuse ben presto in tutta Europa e i suoi rimedi divennero molto richiesti, anche all’estero. Mattei venne infatti anche citato da Dostoevzkji ne I fratelli Karamàzov.

La costruzione del castello iniziò nel 1850 (sulle rovine dell’antica rocca di Savignano, appartenuta probabilmente a Matilde di Canossa) e proseguì per tutta la vita del conte, che lì risiedeva dirigendone i lavori di riedificazione e ampliamento. Il castello venne infatti concepito da Mattei per essere la sede della sua “nuova medicina e per ospitare le persone (tra cui anche numerosi ospiti illustri dell’epoca) che da tutto il mondo giungevano alla Rocchetta per conoscere la sua particolare scienza e farsi curare da lui.

La struttura del castello fu modificata più volte dal conte durante la sua vita, rendendola un labirinto di torri, scalinate monumentali, sale da ricevimento e camere private che richiamano diversi stili, dal medievale al moresco, dal liberty al gotico. Tra i richiami decorativi più evidenti troviamo quello all'Alhambra di Granada per il Cortile dei Leoni e quello alla Grande Moschea di Cordoba per la cappella dove il conte è sepolto.

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